—È lei stessa che ci manda.

Margherita offerse loro due sedie, perchè egli rimasto in piedi non vi pensava, dolorosamente sorpreso di essersi tradito in quel grido, e non sapendo a che cosa attribuire tale doppia visita.

Margherita dovette ritirarsi. Allora De Nittis si sentì perduto: evidentemente le due signore avevano saputo tutto da Bice.

—Veniamo a domandare la vostra mano,—disse la contessa Ginevra col suo bel sorriso di un tempo, tendendogli la propria.

Egli invece indietreggiò sino allo scrittoio.

—Oh! non ricusate un'altra volta,—esclamò la contessa Maria.—Sono io che ho indovinato, e sono andata da Bice a farmi raccontare tutto: ella vi ama con tutta la sua anima, voi non potete quindi pretendere di essere più vecchio di quanto le sembrate. Ginevra ha apprezzato sino alle lagrime la vostra delicatezza.

—Non vi pare abbastanza bello il caso di venire noi stesse a domandarvi la mano?—questa seguitò serbando in tale difficilissima scena tutta la sua signorilità di gran dama.—Noi sappiamo già anticipatamente quello che vorreste dirci: andate invece a mettervi il soprabito e accompagnateci in carrozza. Bice ci aspetta.

—Venga, venga,—gridò Margherita spalancando l'uscio della camera da letto.

—Tu ascoltavi dunque?—le si volse la contessa.

—Avevo dei sospetti già da un pezzo!—ma venga dunque,—e avanzandosi lo tirò per la veste come un fanciullo.