Quando De Nittis ritornò nello studio, prese ambo le mani della contessa Ginevra e le baciò; due lagrime gli rigavano le guance.
—Abbracciatemi piuttosto, non sto per diventare la vostra mamma?
Anche Tonina era accorsa.
La contessa Maria piangeva, poi si riscosse:
—Andiamo, andiamo.
Appena scomparvero per le scale, Tonina e Margherita corsero a spalancare le finestre per vedere il professore salire in carrozza; istintivamente De Nittis alzò gli occhi, e allora esse salutarono agitando famigliarmente le mani fra la meraviglia della gente, che si voltava dalla strada a guardare.
—E noi?—disse improvvisamente Tonina, come destandosi davanti al pericolo di rimanere nuovamente abbandonata.
VIII.
Nell'uscire entro la nuova carrozza da porta Mascherella parve loro di respirare un'aria più leggera.
Il vecchio Giuseppe sollecitava più vivamente i due grossi cavalli, quelli stessi della contessa Ginevra, irrequieto ed allegro sull'alto serpe di una allegria, che i troppi bicchierini bevuti non sarebbero bastati a spiegare.