Allora anche De Nittis, senza accorgersene, si tolse il cappello come dinanzi ad un pubblico, che stesse per ascoltarlo. Erano troppi, tutto il prato ne era pieno, e altri sopraggiungendo per la strada agli squilli della banda, che suonava la marcia dei Lombardi alla prima Crociata, si additavano il vecchio Giuseppe sempre troneggiante sul serpe della carrozza, colla frusta in mano, quasi per battere il tempo, e sorridevano.

Il fattore ritto d'accanto a De Nittis, per renderlo più libero, gli tolse di mano il cappello e lo agitò nell'aria.

—Viva il professore!—urlò a quel gesto la folla con nuovo impeto, come facendo eco al grido sottile di Bice, mentre Margherita e il curato gli si stringevano più vicino. Egli cogli orecchi intronati da tutto quello strepito di letizia dionisiaca perdette improvvisamente la coscienza della moltitudine, che lo osservava, e prendendo la testa di Bice fra le mani le diede un bacio sulla fronte.

Quasi simultaneamente sotto la pressione della folla, eccitata da quel bacio, De Nittis e Bice dovettero indietreggiare nell'andito, lasciando il parroco e il fattore a difendere la porta.

Margherita saliva già ansando le scale.

—Signora contessa….—singhiozzò Tonina appoggiata alla balaustra sull'ultimo pianerottolo, perchè l'emozione le aveva tagliato le gambe; e non seppe ripetere che quel titolo di contessa, venuto sulle labbra di tutti per la spontaneità popolare a mettere sempre i superiori un poco più alto. Poichè Bice era milionaria, doveva, secondo loro, essere anche contessa come la zia Ginevra.

La vasta sala del casino era ancora vuota; in fondo, dinanzi alla sua più lunga parete sopra un tavolone coperto di una abbagliante tovaglia bianca stava disposto il rinfresco. La banda suonava sempre, qualcuno cominciava ad arrivare.

Sebastiano, il sotto fattore per i buoi, bel contadino tozzo ed abbronzato, si affacciò sull'uscio vestito a festa, con una cravatta rossa e un paio di scarpe gialle; due o tre reggitori anziani delle migliori famiglie nella tenuta lo seguivano, ma appena dentro, divisi dalla folla, rimasero impacciati, col cappello fra le mani.

Anche il curato e il primo fattore, abbigliato di scuro come un piccolo borghese e tutto calvo, parevano cangiati. Le urla fuori diminuivano, poi la banda finì la marcia, e un altro scoppio di applausi salì fino alla finestra.

—Si affacci, si affacci, signor professore,—suggerì il curato vedendo Bice avvicinarsi già per guardare; quindi anche De Nittis, colla sensazione torbida di commettere una ridicolaggine, l'imitò.