—Lascia vedere,—disse bruscamente Ambrosi, benchè alla prima occhiata avesse già fatto l'esame del bambino.
Margherita era gongolante.
Il piccino scuro, grinzoso, cogli occhi chiusi e un ciuffetto biondo nella testolina calva, guaiva, con un suono fesso di giocattolo, fra le grosse mani villose del vecchio.
—Che gliene pare?—chiese la levatrice con una specie di famigliarità professionale, gittando a Margherita una occhiata di superiorità.
—Uhm!
La levatrice credette di vedergli tremare una lagrima negli occhi. Margherita invece, che non aveva pratica di neonati, sordamente indispettita di quella severità di giudizio, tese ambo le mani, chiamando il piccino a piccoli gridi sommessi:
—Amore, bell'amorino!
—Tutto il resto, bene?—egli tornò a domandare.
—Dorme già.
—Andiamo a cena.