De Nittis comprese che era inutile insistere.
—Avrete la bontà, dottore, di ripassare oggi? Intanto io scriverò al mio amico Murri che voi desiderate di consultarlo.
Ma la voce gli venne meno.
Questa delicatezza parve impressionare il dottore; Bice li ascoltava come trasognata.
—Tornerò tutte le volte che vogliano. Allora aspettiamo altri due giorni, pericolo non ce n'è ancora, poi nemmeno ci sarebbe….—ma s'interruppe per tornare su la culla ad ascoltare il respiro del bambino, che si era addormentato.
Questi pareva calmo, senonchè attraverso il suo rantolo lieve, tratto tratto, passava qualche piccolo strido.
Poi quella scena così spezzata, profondamente repressa, sconcertò lui pure: avrebbe voluto dire qualche parola gentile per andarsene, ma invece non trovava nemmeno come salutarli.
Quando finalmente fu uscito, Bice afferrò De Nittis per l'abito mormorando con accento di terrore:
—Quell'uomo ci odia, l'ho sentito.
—Almeno non ci ama perchè siamo signori;—egli rispose con un sorriso doloroso.—Quasi tutti i giovani medici condotti oggi sono socialisti.