—Scrivi subito a Murri.

—Aspettiamo, mia cara: vedi bene che, se ci fosse ombra di pericolo, egli ce lo avrebbe detto, dal momento che invoca il controllo di Murri per la diagnosi. È un giovane, che mi pare intelligente.

Alle nove della sera lo strabismo della pupilla destra non era aumentato, sebbene il vomito si fosse ripetuto con qualche piccola convulsione, e l'addome del bambino apparisse anche più retratto; ma tornando per la terza volta verso le undici, il dottore trovò Bice e De Nittis ancora nella stessa posizione, a fianco della culla, che lo attendevano.

Il piccino batteva i denti nel sonno. Al rumore dell'uscio gettò un grido acuto, lacerante, quel grido speciale, idrocefalico, che pei medici è uno dei sintomi più sicuri in tale malattia. Il dottore si fermò sulla soglia, mentre gli altri due, invece di venirgli incontro, si erano già rivolti verso la culla. Nella camera una lampadina opaca, da notte, rompeva le tenebre: Margherita entrò poco dopo, senza il solito grembiale bianco, recando un cerino: tutti parlavano piano, girando sulle punte dei piedi, come in un mistero di terrore.

Gli altri sintomi della malattia erano già comparsi; le pupille ristrette, le glandole del collo tumefatte, e soprattutto quegli sforzi ripetuti per infossare la testa nel cuscino, che rivelavano le contrazioni dolenti dei muscoli cervicali. Un lampo d'orgoglio illuminò la faccia del dottore: De Nittis se ne accorse. Ma Bice non staccava gli occhi dal piccino.

—Ha un gran male alla testa, poverino! perchè non gli date qualche cosa, dottore? Vi debbono pure essere dei rimedi!

Egli invece tornò a ripetere l'esame, poi voltandosi di preferenza a De Nittis, del quale la faccia apparentemente calma gl'inspirava maggior fiducia:

—Senta,—disse,—io non assumo di fare alcuna ordinazione. Si potrebbe mettergli il ghiaccio sulla testa e tentare un'applicazione di mignatte dietro le orecchie; una volta somministravano anche il calomelano coi fiori di zinco…. ma non credo alla razionalità di tali rimedi. Scriva a Murri, vedremo che cosa decide.

—Non vedete come soffre alla testa?—tornò ad esclamare Bice, che non aveva badato a tutte quelle parole scientifiche, pronunciate dal dottore con visibile importanza.

Ma De Nittis lo trasse alquanto in disparte, mentre Margherita, indovinando la gravità della situazione, cercava d'intrattenere Bice col ricomporre i cuscini nella culla.