—Ho promesso a Lamberto che lo riceverete dimani, sulle due,—rispose
De Nittis tagliandole quello sfogo.

Ella titubò.

—Lo volete?

—Sì, per voi.

Bice rimase lungamente incantata nella fiamma. La sua fisonomia, non bella, perdeva in tale fissazione quella dolce gracilità di ammalata, che era la sua sola luce; allora De Nittis tacque, ma conoscendo tutta la delicata energia della sua anima, avrebbe preferito qualunque altra reazione angosciosa all'abbattimento di quella calma. La vecchia Rosa scambiò uno sguardo con lui.

—Che cosa avete mangiato oggi?—chiese a Bice il dottore.

—Non ho mangiato.

—Allora invitatemi a cena, mangeremo insieme.

Ella diede un'occhiata supplichevole.

—Benissimo, dieta dappertutto!—proruppe.—Domani mattina alle undici verrò a far colazione qui; vedremo un poco! Rosa, sapete che voglio mangiar bene…. ho mangiato così male da studente, che me ne ricordo ancora. Adesso, signorina,—proseguì consultando il proprio orologio, un grosso cronometro d'oro,—mi farete il piacere di andare a letto. Verrò a salutarvi nella vostra camera.