Egli si voltò.

—Ci staresti colla signora?—ripetè imprudentemente.

Ma Nello spaurito si era già lasciato strisciare sino a terra guardando Bice, che gli tendeva le mani per nascondere il dolore cagionatole da quella scena; poi corse alle sottane della mamma.

—Va via, cattivo, che mi sciupi tutta. Ma è davvero un supplizio con questo birichino,—e sorrideva beatamente,—che non sta fermo un minuto! Anche ieri è cascato da una sedia, sulla quale era montato per prendere un album da un tavolino.

Lamberto la guardò di sfuggita per troncare il discorso, conoscendo il pettegolezzo vuoto della moglie.

Egli parlava con De Nittis di Roma, ove sperava di poter ritornare presto. La grande città, così elegante ed aristocratica nella moltitudine dei propri saloni affollati di tutta la nobiltà del mondo, gli aveva lasciato nell'anima una impressione incancellabile. Anzitutto vi aveva ottenuto molti trionfi femminili, era stato presentato a corte e accettato finalmente al Club della Caccia, il più difficile di tutti i clubs. Nella volgarità della propria vita militare egli non aveva capito altro di Roma; poi sua moglie, figlia unica di un grosso mercante di campagna, gli aveva portato una ricca dote, colla quale potevano tenere carrozza, abitando nello stesso palazzo del padre un appartamento, abbastanza ricco per darvi qualche ricevimento.

A Bologna invece tutto gli era apparso noioso.

Ma De Nittis finiva coll'impacciarsi in quella conversazione insignificante.

Già la colezione del mezzogiorno non era stata allegra; qualche parola sventata della signora Giulia aveva rievocato memorie dolorose, attirandole brusche occhiate da Lamberto, che l'avrebbero imbarazzata maggiormente, senza le continue diversioni, colle quali la petulanza di Nello la soccorreva. Evidentemente quella loro visita non si sarebbe ripetuta per un pezzo. Lamberto aveva perduto ogni rimasuglio di spiritualità in quella vita di caserma e di salone, nella quale una rivista od un ballo diventavano i massimi avvenimenti; Bice e De Nittis, spogliati di ogni foglia e di ogni flore, non erano più che due piante che si essicavano lentamente in un lungo autunno.

Quindi Lamberto per non sapere cosa dire lo interrogò sulla grande opera, cui lavorava da tanti anni.