L'altro scosse tristemente il capo.
—Quale costanza!—replicò Lamberto:—capisco che i capolavori esigono spesso tutta la vita.
—Bisognerebbe poter fare della vita il proprio capolavoro! A che giova la gloria, quando non si può più viverla? Le spalline di capitano adesso valgono per voi meglio del nome di Napoleone.
L'altro credette di sentire una ironia nel complimento.
—Napoleone alla mia età era già Primo Console.
—Ecco perchè egli è ancora così vivo nell'ammirazione di tutti: la gloria non è vera che giovane. Dante aveva più ingegno di Napoleone, ma non si è cominciato a valutare davvero la sua opera che al principio del nostro secolo. Chi oggi vorrebbe essere stato Dante? Chi non ha sognato di essere Napoleone I? Forse il poema di Dante non ha procurato al pensiero tante soddisfazioni quante la biografia di Napoleone! La sua leggenda è stata l'ebbrezza di questo secolo.
—Pare che in Francia si prepari un risveglio napoleonico.
—Non credo: la reazione vi è piuttosto contro l'abbassamento socialistico, dal quale siamo minacciati, che contro la repubblica. L'umanità, condannata a comprendere so stessa solamente nei propri grandi uomini, non potrà uscire mai dall'ideale messianico, mentre il socialismo moderno, negando nella religione la prima poesia di ogni vita, e sopprimendo colla gloria la sola poesia della morte, contraddice ai due più profondi bisogni dell'anima umana. Ecco perchè Napoleone risorge ora nella fantasia popolare come un sogno consolatore di grandezza, una rivincita della individualità, che non vuole essere preterita. Vedete: oggi si moltiplicano le società per l'abolizione della guerra, e il popolo invece non si sente vivo che sognandone un'altra maggiore di tutte le passate, quella di classe.
—Lei non crede dunque alla pace perpetua?—chiese Lamberto, contento come capitano di trovare nell'illustre filosofo le proprie idee, che credeva solamente pratiche.
—La pace perpetua! cioè tutte le guerre tranne quella delle armi, la meno micidiale. Se la civiltà è formata di stratificazioni, come una razza potrebbe sovrapporsi alle altre senza schiacciarle più o meno? Adesso la razza bianca si trova nuovamente in lotta con la gialla e la nera per dare davvero alla propria civiltà un carattere mondiale: vi giungerà senza guerra? Se il socialismo è l'avvento di una nuova classe per mettere un'altra giustizia nell'ordine e una diversa autorità nel potere, vincerà senza guerra?