—Parlano di nazione armata….

—Ancora la guerra di tutti contro tutti, quando ogni proroga di riforma sarà esaurita! Ma forse neppure voi, capitano, benchè siate ancora giovane, vi ci troverete.

E De Nittis, accorgendosi che la signora Giulia si annoiava, cercò di mutare discorso.

Aspettavano l'arrivo del sindaco, del dottore Leoni e del parroco, invitati a pranzare da Bice per far meglio passare il tempo ai due ospiti, giacchè il treno non ripassava verso Bologna che sulle undici.

Infatti non tardarono molto ad arrivare: il curato fu l'ultimo. Era un vecchio molto semplice, con tutti i capelli bianchi e gli abiti poco puliti, ma senza quella solita servilità del clero verso i signori. Per molti anni aveva insegnato filosofia nel seminario di Bertinoro, poi disgustato dalla guerra sleale mossagli da tutti gli altri colleghi per la paura che diventasse vescovo, era ritornato a Bologna presso il cardinale Morichini, uno degli ultimi prelati liberali e gentiluomini del quarantotto; e alla morte di questo protettore aveva accettato di andare in campagna. Da un anno si trovava al Sasso, curato della chiesa principale, ove lo avevano battezzato settant'anni prima, il giorno stesso della morte di Napoleone. Naturalmente era presto diventato amico dei signori della villa e, dacchè Bice vi era ritornata, veniva spesso a trovarla per una segreta speranza di poterle giovare. La sua esperienza di vecchio confessore gli aveva fatto subito indovinare la posizione reciproca dei due sposi, dopo la morte del bambino, sulla quale la brutalità dei medici non aveva al solito saputo tacere.

Però non aveva ancora osato affrontare con lei questo tema. La sua vecchia faccia scarna, rischiarata dalla bontà di due grandi occhi neri, cercava di farsi anche più dolce nell'intimità, quando poteva trovarla sola; mentre dinanzi a De Nittis non sapeva difendersi dalla soggezione nell'abbarbaglio troppo frequente di qualche grande idea, sebbene la sua fede di piccolo professore cattolico non ne rimanesse turbata. Invece il dottore si era sentito trascinare verso Bice da una simpatia quasi inconscia, poi mano mano più viva, fatta di pietà e di amor proprio, giacchè dopo tutte quelle sue premure quasi affettuose verso il piccolo Giulio negli ultimi giorni, ella gliene era rimasta vivamente grata. Quindi al suo primo onomastico gli aveva offerto una magnifica busta chirurgica, comprata appositamente a Londra, un capolavoro ed un lusso degno di un clinico. Certo ella era tutt'altro che bella, con quel grande naso ducale sopra un viso così sparuto, e un pallore quasi cereo, senza nessuna delle più labili e minute civetterie femminili; ma forse appunto per questo, egli sino allora quasi superbo della propria sana brutalità, finiva per ammirare passionatamente quella spirituale delicatezza, cui la stessa miseria del corpo pareva accrescere la grazia.

D'altronde Bice e De Nittis erano le sole persone colle quali al Sasso potesse qualche volta assorgere dalle pesanti volgarità del proprio mestiere.

Ma la presenza di Lamberto era subito bastata a rieccitare in lui tutti gli istinti di odio contro l'attuale ordine della società, ancora offesi dalle ingiustizie subite nei tre anni passati per forza, come medico, in un reggimento di fanteria.

Stavano sul prato in circolo, davanti alla grande porta della villa, ornata di tende in tela grigia a liste azzurre, dietro le quali si travedeva nell'andito un mobilio severo di cassettoni scolpiti, e un tavolo oblungo, nel mezzo, dai piedi di drago. Come accade spesso in simili casi, il bambino serviva all'imbarazzo generale, ricevendo colla propria adorabile disinvoltura di piccolo monello le carezze di tutti. Ma il sindaco, sempre pieno di pretensioni cortesi, affettava già di parlare colla signora Giulia di Roma, dove si era laureato ingegnere gli ultimi anni del governo pontificio; mentre con quel delizioso accento romano, così indeterminabile nella canzonatura, ella si divertiva invece ad imbrogliargli i ricordi con bruschi accenni ai grandi lavori edilizi, che ne avevano, secondo lei, mutato affatto la fisonomia.

Invece Don Gregorio vi era stato per le ultime feste del giubileo.