—Vorrei potervi tornare.

—Verrete con me, Don Gregorio, se vi andrò più.

—Perchè più, questa brutta parola?—rispose con dolce rimprovero.—Quando si è giovani bisogna vivere il più allegramente possibile.

Servite Domino in laetitia,—intervenne sardonicamente il dottor Leoni.

—Questo consiglio, caro dottore, è forse più profondo di quanto non paia: la malinconia può diventare facilmente un rimprovero contro Dio per la parte assegnataci in questo mondo. Ecco perchè bisognerebbe saper portare come un peso leggero anche il dolore.

De Nittis, prevedendo una delle loro solite discussioni, sorrise.

—Per riceverne il premio in paradiso, non è vero? Il dolore si deve sopprimere qui, colle ingiustizie che lo producono.

—Potrete sopprimere il dolore nelle malattie? Dovrete prima sopprimere queste, e prima ancora di queste, la morte, che ne è la gran causa. Voi siete socialista, dottore, e io sono prete: siamo dunque vicini; ambedue vorremmo correggere il male e consolare il dolore, ma voi cancellate il cielo. Che cosa vi resta? Chi avreste contentato, trionfando col vostro sistema? Coloro che avevano fame, e coloro che avevano freddo: ma che cosa darete dopo anche a questi?

Lamberto ascoltava, preso già nell'interesse della disputa, perchè la figura del medico gli era subito spiaciuta.

—Quando l'uomo avrà il necessario…