—Ah!—esclamò Lamberto commosso d'ammirazione,—sei sempre la Bice di una volta; mentre invece la signora Giulia, un po' seccata, la guardava senza aver ben capito le sue ultime parole.

Ma Nello produsse ancora una diversione; tutti si alzarono dirigendosi dal giardino verso il bosco, che si allungava cupo di abeti a fianco della villa. Il sindaco aveva offerto il braccio alla signora Giulia, e dentro quel largo soprabito nero, colla pelle bruciacchiata dal sole, pareva anche più secco; don Gregorio, rimasto alquanto addietro con Bice, s'accorse della tristezza più desolata del suo volto. Ella seguiva coi grandi occhi neri il bambino, che sgambettava dinanzi a tutti senza berretto.

—Signora Bice,—le disse improvvisamente con uno sforzo, che gli faceva tremare la voce.

Ella lo guardò; don Gregorio si era già nuovamente confuso, ma superando la propria emozione:

—Veda—seguitò—avrei voluto domandarglielo prima: ella non spera più da Dio la benedizione di un bel bambino come quello là? Io sono vecchio…. credo di aver indovinato il suo dolore, ma badi che non bisogna essere più prudenti di Dio, rifiutando di esporci di nuovo ad una disgrazia, colla quale ha voluto provarci. Dio è buono, signora Bice; egli comprende meglio di noi i nostri bisogni, ma vuole tutta la nostra confidenza. Anch'io non sono che un povero prete, ma dovevo dirle questo; ella, signora Bice, non vorrà aversene a male, se mi sono espresso come ho potuto.

Invece le parole gli venivano fluenti sulle labbra. La sua faccia ne rimaneva come illuminata, mentre le mani non abbastanza pulite gli tremavano leggermente.

Bice rattenne a stento uno scoppio di pianto.

—Speri, speri, lei è giovane ancora.

—Come è bello!—esclamò poco dopo, mostrandogli il bambino, che in quel momento era corso ad abbracciare le gambe del padre.

—Ebbene, io voglio credere di battezzarne presto un altro,—si affrettò a rispondere, perchè la signora Giulia ritornava verso di loro.