Ma leggendo più profondamente nell'anima della fanciulla, Rosa temeva più degli altri. Era la grande crisi; forse la morte si nascondeva dentro quell'amore di fanciulla come una vipera sotto un cespuglio.
—Andiamo dalla Madonna,—disse risolutamente.
Pochi minuti dopo uscivano di casa, a piedi, Bice imbacuccata in una pelliccia di martora, che la copriva sino a terra, e con un fitto velo sul viso per non aspirare l'aria troppo rigida; la vecchia avvolta in uno scialle antico della contessa Ginevra, e con un grande fazzoletto di seta sulla testa.
Talvolta la gente si voltava a vederle passare.
Entrarono in San Bartolomeo.
La chiesa era quasi tiepida e deserta: Rosa porse le dita bagnate nell'acqua santa a Bice, e andarono difilate all'altare della Madonna di Guido Reni, la sola che a Bologna abbia un'eguale celebrità di arte e di miracoli.
Due donne del volgo, inginocchiate dinanzi alla balaustra della cappella, non si mossero vedendo una signorina prostrarsi vicino a loro. La cappella, di un gusto villano, aveva per altare uno dei soliti banchi in legno dipinto stupidamente a marmo, ma la bella immagine sogguardava dalla piccola cornice, ovale e dorata, con uno sguardo dolcemente estatico, dentro al quale si sentiva come una tregua di dolore. Il suo busto, avvolto in un confuso panneggiamento turchino, sfuggiva nell'ombra.
Rosa piegò la fronte sulla fredda pietra della balaustra, mormorando a mezza voce una Salve Regina.
Nel silenzio della chiesa, vivamente illuminata, strisciavano dei passi: ogni tanto il portello pesante, sotto al quale erano passate, si richiudeva rimbombando cupamente; in fondo, nell'abside, ove alcuni apparatori lavoravano ad un addobbo salivano tratto tratto parole in dialetto, quasi striduli appelli di piazza in quel raccoglimento torpido, fra il volo muto delle preghiere.
Bice ne ricevette una penosa impressione. Ella non sapeva pregare che a certi momenti, quando l'anima, gonfia di poesia, le si alzava spontaneamente verso l'invisibile: allora tutti i mistici fantasmi le riapparivano attirandola sempre più in alto, per un azzurro rorido e vampeggiante d'improvvise illuminazioni.