Una sera, essendosi lasciato sorprendere dalla rugiada sul prato, n'ebbe la febbre; non volle badarci, ma la febbre tornò, poi sopraggiunse una tosse secca, perdette l'appetito, e si dichiarò una tisi galoppante. In due mesi non era più che uno scheletro, ai primi di novembre era già morto. Ma durante quella violenta malattia non uscì quasi dal suo sinistro mutismo, accettando i medici solamente troppo tardi, e dicendo loro pel primo con uno strano sorriso di essere spacciato.
L'ultima notte, poco prima di morire, le baciò con angoscia inesprimibile le mani.
—Perdonami!—mormorò due volte.
Ada ne morì quasi anche lei, molto più che Ginevra non potè accorrere da Vienna, perchè il conte pure era caduto gravemente infermo. Allora per la prima volta conobbe il dottore Ambrosi, già illustre, e che prese per lei una di quelle sue affezioni burbere e tenaci, salvandola dalla morte nella gravidanza. Ma la piccola Bice nacque così grama che il dottore andò quasi in bestia.
—Vedete,—esclamò colla levatrice, mentre questa l'asciugava con un pannolino bianco,—se un corpicciattolo simile merita lo sconquasso di una bella donna come lei!
Ada invece, nella nuova tenerezza per quella creaturina, sentì un raddoppiamento di amore pel marito morto. Egli la dominava ancora colla cupa tetraggine di quell'agonia di tre mesi, e i ricordi di un amore troppo ardente, perchè una vita così gracile non avesse dovuto bruciarvi. Quindi le pareva di comprendere solamente allora la sublimità disperata della sua passione, nella quale l'ultimo rimorso era stata la più lirica prova.
Il dottore Ambrosi seguitò ad ordinare la campagna all'ammalata, scovando egli stesso per la piccola Bice una magnifica balia dalle spalle poderose e la pelle bronzina, onde correggerle possibilmente colla ricchezza del latte il sangue troppo povero.
—Vivrà, dottore?—domandava Ada coi grandi occhi neri, pieni di un'ombra profonda.
—Certamente, ma non bisogna innamorarsi delle malattie, come fate spesso voialtre signore; bistecche per voi, latte per lei e sole sopratutto. Al resto penso io.
Però non pensava quello che diceva, anzi credeva poco alla vitalità della bambina, temendo per la mamma uno di quei languori, ai quali la scienza dà molti nomi per non conoscerne il vero, e pei quali non ha rimedi. Ada sentiva mancarsi la vita, tutto era morto in lei. La vista della piccina non le richiamava più alla memoria che le desolate profezie del marito, suggerendole quasi il voto che si compiessero; così avrebbero potuto raggiungerlo insieme, lo stesso giorno, nella larga e splendida tomba, che gli faceva erigere alla Certosa.