Quindi De Nittis, diventato quasi il suo solo educatore, le sceglieva i libri, venendo spesso a leggerli con lei o facendola leggere ad alta voce, perchè la musicalità del periodo gliene rivelasse meglio il senso. Ma senza lasciarglielo scorgere la guidava abilmente dai sentieri capziosi della fantasia lungo le grandi vie della storia illustrandone tratto tratto i maggiori monumenti, o smontandole uno per uno i pezzi di qualche costituzione per riassumergliela nuovamente nella biografia di un grand'uomo. Bice non imparava ancora a coordinare colle date tutte quelle varie notizie, ma apprendeva già il senso della vita dai panorama della civiltà come dalle pagine di un immenso album. Quindi la sua educazione senza le solite piccole grammatiche e quei minimi sunti, coi quali si è creduto di provvedere a tutti i corsi dell'università elementare, pareva a molti stravagante, sebbene ella sapesse già gustare molte bellezze negli scrittori, e pur confondendo le epoche vi distinguesse abbastanza bene le diverse virtù dei massimi uomini.

Ma la contessa Ginevra, dal giorno che la maestra di Bice aveva voluto andarsene scandalizzata, non era senza apprensione dinanzi a tali pregiudizi scolastici malgrado tutta la superiorità del suo spirito.

—Fidatevi, contessa,—rispondeva sorridendo De Nittis:—Bice impara le cose prima delle parole, come dovette fare l'umanità. Quando la sua piccola testa si sarà inconsciamente abituata alla grande logica delle idee le basterà un mese per apprendere la grammatica. Giorgi ha ragione: vedete che Bice senza distinguere ancora il valore delle note suona già con profondo sentimento qualche pezzo. Che importa se non diverrà una suonatrice da salone? Sarà per lei una bella qualità di più: forse fra due anni saprà leggere una suonata, gustandola internamente come una pagina di poesia.

La contessa era troppo intelligente per non comprendere queste verità, ma nullameno stentava a difendersi da un sottile senso di umiliazione, quando Bice in mezzo alle giovanette della propria età si rivelava d'un tratto così ignorante della loro infantile istruzione. Quindi ella stessa volle prendere il posto della maestra per insegnarle le solite cose sui manuali di educandato. Bice sulle prime ne fu seccata, poi secondo le profezie di De Nittis in brevissimo tempo percorse tutto quel casellario di piccole nozioni, costringendo spesso la contessa ad arrestarsi nelle proprie spiegazioni davanti alle sue risposte, improvvisamente memori di altre idee. Ma il giorno che la contessa potè mostrare a De Nittis il primo componimento di Bice in italiano, una gita in campagna, scritto con una calligrafia passabile e senza nemmeno un errore di grammatica, le parve di trionfare.

—Fra sei mesi Bice potrà fare altrettanto in inglese e la sua educazione sarà quindi compita,—egli rispose.

La contessa sentì l'ironia.

—Conoscete pure il mondo…. Bice ha quattordici anni:—ma si accorse subito della volgarità, e confessò piuttosto che non aveva voluto vederla, neppure momentaneamente, inferiore alle altre ragazze.

Sopravvenne Bice; voleva da lui la vita di Gesù Cristo di Rénan. Come conosceva quel libro? Chi glielo aveva suggerito?

—L'ho prestata,—disse prontamente De Nittis.—Ti porterò invece, dello stesso Rénan, lo studio sopra S. Francesco d'Assisi.

La contessa e il professore si guardarono, Bice scappò via contenta.