—Le darete quella Vita di Gesù?

—Non ancora, ma dovrà leggerla un giorno. Rénan è una delle anime più profondamente religiose del nostro secolo; il suo scetticismo stesso è più devoto di molte pratiche cattoliche.

Quella doveva essere la grande crisi.

Quando scoppiò, Lamberto faceva l'ultimo anno di ginnasio più monello e più svogliato di prima. Quegli studi classici, colla loro gloria di bellezze morte, non gli parlavano nè alla testa nè al cuore; invece si divertiva agli esperimenti di fisica ed accettava quasi senza ripugnanza la geometria. Ma perchè quel latino e quel greco, insegnati da professori, che impiegavano come gli scolari un mattino a tradurne un periodo? Invece leggeva romanzi sozzi o lacrimosi, che lo appassionavano; poi qualcuno ne diede anche a Bice. Malgrado la corruzione precoce ed inevitabile nelle scuole fra giovanetti di nascita ed educazione troppo dispari, Lamberto non si era però guastato al punto da permettersi con lei modi o parole licenziose; anzi tutto la ragazza gl'imponeva per la superiorità dell'ingegno e quella malinconia del carattere, che in lei pareva già senno di vita, poi addentrandosi ogni giorno più nella facile volgarità del mondo cresceva in lui il rispetto per quella casa, ove persino i domestici erano gravi, e la contessa Ginevra regnava con dolcezza così penetrante. Egli non osava quasi più mischiarsi alle conversazioni di quei vecchi malgrado la perfetta cortesia delle loro maniere. Spesso nella loro parola calma gli sembrava di sentire la profondità dei gorghi, entro i quali s'avventurava coi compagni a pescare risalendo il Reno dalla grande chiusa di Casalecchio, quando il cielo turchino oscillava in fondo alle acque limpide o lievemente rugate alla superficie dal soffio del vento. Quegli uomini, più semplici assai dei professori, che lo redarguivano aspramente dalla cattedra, avevano un linguaggio differente anche per dire le cose più comuni; ma ascoltandoli si accorgeva di comprendere subito quello, che non aveva mai nemmeno osservato.

Bice invece era del loro ambiente: per essa tutti mostravano una dolce premura, della quale la vanità di Lamberto non trovava modo d'ingelosirsi. Anzitutto Bice era donna, così debole ancora da cader malata di giorno in giorno, poi una inesprimibile alterezza le cingeva la fronte malgrado la soavità del sorriso e la luce di lampada sacra, che le brillava in fondo agli occhi. Adesso il suono stesso delle sue parole faceva sentire meglio il peso di certi suoi lunghi silenzi. Il dramma della donna le si dibatteva già nella coscienza di giovinetta. Sulle prime fu uno sbigottimento del mondo. Era sola, senza aver mai conosciuto nè babbo nè mamma, perchè non ricordava nemmeno confusamente le loro sembianze: un deserto buio e silenzioso si stendeva quindi al nord della sua vita senza che gli occhi dell'anima potessero mai sperare di scorgervi l'oscillare di un'ombra. Era cresciuta sotto la pietà di una zia e per cura di alcuni vecchi amici riunitisi quasi per disputarla alla morte, ma dei quali nessuno avrebbe potuto dirle ancora il segreto perchè di quella sua così monca esistenza. Attraverso tanti libri letti ella rimaneva sempre nella stessa ignoranza: erano quadri della vita, teorie sulla natura, ricordi di epoche scomparse, tutto un tumulto di fisonomie e di spiegazioni, di casi e di leggi, nei quali la mente dei più grandi si era già smarrita, mentre il mondo seguitava ad avanzare sicuro fra i crolli delle proprie più micidiali contraddizioni. La sua educazione intellettuale, per quanto involontariamente avanzata, non poteva fornirle soccorsi contro le rinascenti dolorose domande della coscienza. Come sempre il problema morale instava prima di ogni altro. Perchè era nata? Perchè il babbo e la mamma erano morti così? Perchè la morte con tutti i dolori, che la precedono, e il male più profondo ancora e più inintelligibile del dolore alzava sempre e dappertutto la sua oscena protesta contro la bellezza della creazione e la giustizia del creatore? Perchè? Bice non si sentiva ancora tremare in fondo al cuore i fondamenti della fede cristiana, come la vecchia Rosa gliela aveva grossolanamente insegnata, ma sbigottiva già che tanti grandi uomini avessero potuto uscirne, gettandosi fra i vortici urlanti delle onde, piuttosto che rimanere nella timida sicurezza di quello scoglio a pregare invano dal cielo un'ora di luce e di calma.

Su quell'argomento nessuno de' suoi amici le rispondeva.

Come poteva Ambrosi, materialista convinto, essere così buono dal momento che la virtù non avrebbe ricompensa, e il suo nome stesso non significava più nulla?

—Vi sono pure i fiori che odorano e i fiori che puzzano—egli le aveva risposto scherzando per non addentrarsi nella questione:—differenza di oli essenziali in loro e di olfatto in noi.

—Non sperate in un'altra vita?

—La speranza si perde anche in questa.