Ella lo guardò serenamente:

—Tu mi ami dunque di più?

—Sì,—rispose, avvolgendola in uno sguardo luminoso.

Ella abbassò la testa.

Quando si divisero, Lamberto tentò alla sfuggita di abbracciarla:

—Bice!

Ma il sopraggiungere della zia impedì loro di continuare.

Lamberto ne riportò una impressione assiderante, poi la vita all'Accademia lo distrasse, e finì col dirsi che forse era meglio così, trattandosi di un'amante che doveva sposare. Quindi a poco a poco la loro passione si raffreddò davvero in un affetto più tranquillo, quale veramente conveniva ad un matrimonio. Lamberto, credendosi sempre abbastanza amato, riposava sicuro sull'avvenire, Bice sembrava invece non pensarci quasi più; ma quando egli le comparve finalmente davanti nell'elegante divisa, a mostreggiature bianche, del reggimento Novara, trionfante nella propria giovinezza di soldato, del quale le armi erano ancor vergini e l'assisa appena una decorazione, Bice si sentì vinta di nuovo. Poi lo vide caracollare sotto le sue finestre, facendo spiccare al proprio cavallo inglese balzi prodigiosi fra l'ammirazione della gente, che si fermava a guardarlo.

Lamberto divenuto uomo aveva trovato senza sforzo quella superiorità maschile, davanti alla quale la donna soccombe quasi sempre. Questa volta Bice era innamorata, egli invece non le serbava in fondo al cuore che una grata benevolenza, col fermo proposito di farla sua moglie. Allora le lettere ricominciarono più frequenti, quelle di Bice quasi ardenti e con minori intenzioni letterarie, le sue invece artifiziose e galanti: ma nella vita più libera del reggimento egli poteva tornare più spesso a Bologna per restare con lei qualche giorno. Già da parecchio tempo il loro matrimonio non era più un segreto per alcuno, dacchè Lamberto stesso ne aveva parlato cogli amici, e suo padre se ne andava vantando per la città. I pareri oscillavano al solito per la troppa sproporzione delle ricchezze fra lui, sottotenente con forse duecentomila lire di patrimonio, se il babbo morisse a tempo, e lei che un giorno avrebbe avuto due milioni di dote: ma la simpatia, imposta dalla bellezza di Lamberto e dalla gioconda bontà del suo carattere, trionfò presto delle maggiori invidie. Poi una sposina così brutta poteva benissimo essere ricca.

I due anni assegnati per termine agli sponsali stavano appunto per finire, quando accadde a Lamberto quello sciagurato incidente al Gambrinus e il duello col tenente Ravizza, di cui al solito i giornali s'interessarono troppo.