—Prepara il thè, Bice,—disse il dottore:—questa sera ho fretta.

—Avete dei malati gravi?

—Non più del solito.

Bice, aveva già suonato il campanello per ordinare al servo di portare il vassoio.

—Partirete subito?

—No.

La contessa Maria allora gli parlò di un'altra sua protetta: il caso era orribile, una madre tisica con due bimbi già colpiti dalla stessa malattia, e senza alcuna risorsa pecuniaria. Il marito, beone incorreggibile, li batteva tutti.

—Perchè non aspettiamo De Nittis?—domandò Bice disponendosi nullameno a preparare il thè.

—Tu sei andata subito dopo da lui.

Bice non rispose.