—Potete credermi, se ve lo dico, non si può essere soli nella vita. Gl'infelici, che rimangono tali, si rifugiano in Dio. Egli vuole talora che alcuni siano soli per i disegni della sua provvidenza, ma non bisogna ingannarsi sulla propria vocazione.

—No,—l'interruppe Prinetti,—Bice non vorrà rimaner sola. Se la colpa di Lamberto vi avesse offeso, avreste avuto torto di licenziarlo, mia cara: solo il perdono reciproco rende possibile la convivenza. Se invece vi siete accorta di non amarlo, appunto perchè non ne avete sofferto abbastanza, allora non vi è nulla a ridire. Il matrimonio può durare senza amore, quando vi sono figli, ai quali sacrificarsi, ma non si può contrarre senza amore, Sarebbe una degradazione.

La fanciulla si sentiva violentata da queste spiegazioni troppo religiose: la sua anima ancora in preda ad un orgasmo passionato, avrebbe avuto d'uopo di riposo per comprendere meglio sè medesima. Invece la necessità di rispondere subito le dava una dolorosa irritazione; s'accorgeva di dover mentire, non sapendo bene neppur essa perchè avesse scacciato Lamberto.

Ma tardò.

Allora Prinetti le parlò del nuovo libro di Stanley, l'illustre viaggiatore inglese partito alla ricerca di Livingstone, che egli aveva già letto, e nel quale aveva trovato molti errori e non poche bugie. Ciò lo riconfermava nel proposito di non scrivere mai le proprie memorie di viaggio, perchè il bisogno di divertire i lettori e la naturale superbia inducevano inevitabilmente a mentire, mentre l'utilità di tali viaggi rimaneva solo nelle idee e nei sentimenti propagati fra i selvaggi.

Propose quindi a Bice di venirglielo a leggere: lo avrebbero commentato insieme.

Giorgi non parlava più. Da due giorni sua moglie era fuori di casa, colla figlia, in una continua baldoria coll'amante. Egli aveva trovato la casa deserta e il proprio letticciuolo senza materasso; la moglie, che occupava colla fanciulla il grande letto matrimoniale, glielo aveva senza dubbio venduto. Giorgi dormiva in uno stambugio, dietro la cucina; non aveva che quel vecchio canapè e un pianoforte verticale.

Bice indovinando in lui qualche nuova disgrazia gli prese una mano.

Ma egli si schermì, non voleva offendere le pure orecchie della fanciulla con quel racconto.

Il dialogo tornò a languire. Malgrado l'intimità di un'amicizia, dinanzi alla quale non vi avrebbero dovuto essere segreti, ognuno serbava per sè stesso i più dolorosi; Prinetti non parlava mai della cognata caduta nella più ignobile miseria, e alla quale dava nascostamente metà della propria piccola rendita, ricevendone per compenso l'augurio di morire presto per poterle così cedere il rimanente. Giorgi da quindici anni era tuffato nel pantano della propria casa, con una moglie dissoluta e plebea, che lo bastonava allevando l'unica figlia nella crapula, mentre egli salito ad una seconda vita religiosa scriveva segreti capolavori coll'inguaribile tristezza degli artisti non visitati dalla gloria. Bice aveva arrestato bruscamente il corso della propria vita con una di quelle risoluzioni, delle quali la cicatrice non si chiude forse più.