—Le avete parlato voi, contessa Maria?—disse quasi per ritardare così la propria opinione.
—Se lo vuoi, Bice, ti dirò quello che penso,—ella rispose:—Lamberto non ti ama.
La risposta era così cruda che tutti trasalirono.
—Lo conoscete dunque più di noi?—proruppe quasi piccata la contessa
Ginevra.
—No certamente,—ella ribattè con quella sua profonda umiltà, che disarmava tutte le collere:—ma non credo che si possa amare in due modi.
De Nittis ebbe un sorriso.
—Pensaci, Bice,—proseguì la zia Ginevra,—prima di ostinarti in questa risoluzione. Tu non sai ancora abbastanza la vita per condannare inappellabilmente il primo atto che ti offende.
—Non condanno.
—Che cosa farete?—intervenne De Nittis coprendola d'uno sguardo, del quale ella sentì tutta la penetrazione.—Eccovi al punto, in cui dovete giudicare per la prima volta la vita; qualunque sia stato il sogno delle vostre relazioni con Lamberto, adesso v'accorgete come anche i sogni avvengano dentro la realtà, la quale vi entra solamente per scomporli. Un'altra donna è già passata sulla traccia, che credevate di percorrere sola, lasciandovi forse un profumo, che attirerà altre donne. La vita è così: nessuna via vi è talmente individuale che gli altri non vi mettano il piede.
La contessa Maria stava per protestare, ma De Nittis la prevenne.