—Se non volete voi stessa ordinarmi quello che debbo fare: allora ubbidirò.
—Povero Lamberto!—sospirò l'altra stringendosi nelle spalle.
Bice aveva già riempito una seconda tazza di thè per De Nittis, mentre il servitore della contessa Maria entrava nel salotto colla pelliccia della padrona; le due signore uscirono assieme in anticamera.
La fanciulla si era seduta sullo sgabello dinanzi a De Nittis: egli le stese una mano sui capelli.
—Testolina!
—Perchè mi avete fatto diventare così? Adesso dovete tenermi come sono.
—Non lo vuoi, Lamberto?
—No.
—Vuoi nessun altro?
Ella non abbassò gli occhi davanti ai suoi.