Che ora era? Prinetti ebbe la violenta sensazione di questa domanda nell'ombra sempre più densa, che aveva già riempito tutto lo stanzino.
Giorgi rinvenne.
—Che hai?—chiese l'altro premurosamente.
—Muoio….
E rinchiuse da capo gli occhi. Prinetti rimase in piedi. L'altro era sempre così, col viso scheletrito, di quel giallo cinereo, che solo certi morti hanno. Teneva le mani sulle coperte, immobili.
—Mio Dio!—pregava mentalmente Prinetti vedendo le sue labbra agitarsi nello sforzo di un'ultima parola.
Giorgi mormorò:
—Bianco…. bianco!
Poi la visione del primo cielo gli si interruppe.