—Sì: egli sorride senza rispondere. Adesso sarebbe troppo tardi.

Poi Margherita le confessò i segreti di casa: non erano ricchi, ma siccome il professore non aveva alcun vizio, con i seimila franchi di paga potevano vivere benino. La maggior spesa per lui erano i libri: secondo Margherita vi dovevano essere dei tesori nella sua biblioteca.

—Andremo avanti così, purchè io muoia prima,—concluse.—Che cosa resteremmo a fare, sole, io e Tonina, che non abbiamo più nessuno?

—Verrete con me.

—Ah, signorina! ella è tanto buona, me lo ha detto mille volte il professore, ma alla nostra età non si può mutare più casa: è meglio morire.

De Nittis si destò.

—Ho dormito?—chiese stirandosi lievemente; poi colto quasi da vergogna:—vedi, mia piccola Bice, i vecchi! Addormentarsi a tavola, quando si ha per invitata la prima signorina di Bologna….

—Potevate dormire ancora invece di destarvi per questo cattivo complimento. Intanto noi abbiamo parlato di voi; zitta, Margherita!

Ma De Nittis non sapendo come far passare il tempo alla fanciulla, dichiarò che bisognava ritornare dalla zia Ginevra. Sull'uscio, al momento dei saluti, Margherita ripetè gl'inviti; anche Tonina era accorsa, ma stava semi-nascosta dietro il battente.

—Torni a pranzo, signorina, torni spesso,—l'altra ripeteva colla voce tremante:—vedrà che l'ingrasseremo.