De Nittis fece atto di alzarsi.
—Piangi!
Ella si mise le mani sugli occhi.
—Perchè?—domandò ansiosamente tentando di staccarle le mani dal volto.
Ella cedette: nell'ombra i suoi occhi umidi gettarono un bagliore.
Ma sotto il suo sguardo egli stesso si turbò. Bice lo interrogava con una fissazione insistente, poscia chiuse gli occhi abbandonando nuovamente il capo sul muro. Così vestita di bianco, in quell'ombra, sul bianco incerto del pilastro, poteva sembrare una statua sepolcrale; De Nittis n'ebbe una vaga impressione, ma dinanzi alla rivelazione inaspettata di quel dolore tutta la sua prontezza di analisi venne meno. Una emozione indefinibile gli strinse il cuore.
—Ma che hai? Andiamo a casa: quest'ombra e questo freddo ti fanno male.
—Avete ragione,—ella sospirò senza muoversi.
Allora spaventato dal pericolo di una qualche crisi nervosa, le passò un braccio dietro la cintura, e se la strinse leggermente contro: aveva posato il cappello a cilindro sul pavimento, spiandosi sospettosamente intorno.
Ella tornò a guardarlo colla stessa interrogazione muta ed ardente.