—Mi perdonate?
—Andiamo,—ribattè.
Quindi si rimise distrattamente il cappello, quasi fossero già fuori del tempio.
Bice lo seguì a stento, premendosi colla mano libera le labbra per soffocare i singhiozzi così che egli dovette arrestarsi da capo. Il suo volto si era alterato, giacchè quei pochi istanti gli erano bastati per ricapitolare tutto il passato di Bice e indovinare il mistero di quella passione.
—Non piangete dunque, Bice,—le disse con voce commossa.
—Rispondetemi.
—M'avete fatto entrare qui apposta?
—Sì, è stata una luce improvvisa: ho sentito che dovevo dirvelo oggi.
—Povera fanciulla! È tardi.
—Anche voi mi ricusate?