—Non sono io più debole di voi?
Però De Nittis non era persuaso: quella scena inattesa gli aveva tolto tutto lo spirito; Bice inorgoglì sentendolo così scomposto dinanzi a quella sua affermazione di donna. La passione le dava il sopravvento.
—Non vi amerei se non mi amaste. Bisognava lasciarmi morire allora, se dovevate tutti abbandonarmi sola in un mondo, che potrebbe appena accettare la mia dote, e al quale non potrei mai mostrare la mia anima. Mi amate, non è vero?
—Ti ho sempre amata.
—Siate tutto per me.
Ella attese colla fronte dritta, già sicura della vittoria; gli aveva lasciato il braccio, standogli dinanzi per sbarrargli il passo, e guardandolo alta sulle stesse cime, dalle quali egli l'aveva sempre dominata. Ma in quella penombra la faccia di De Nittis, divenuta più pallida sotto i capelli bianchi, s'illuminò di un triste sorriso.
—Maestro!—ella proruppe per affrettargli la risposta.
—Il tuo maestro, null'altro.
Ella indietreggiò traballando; poi con uno sforzo supremo si avviò davanti a lui per uscire.
—Prendi il mio braccio.