La fanciulla attese la fine della frase col volto in alto, e la più amabile ironia sulle labbra; ma il duca, sul punto d'imbrogliarsi ancora, chiuse un istante gli occhi ed abbassò il capo.
Le sue parole passavano sui capelli della fanciulla.
—Siete bella.
—Grazie.
—Vorrei potervi io pure ringraziare. Che cosa vi pare di noi due in questo momento? Un pittore potrebbe comporre un quadretto di genere.
—Situazione vecchia, soggetto trito. Ho veduto in molte stampe scene come questa, e mi hanno sempre fatto ridere.
—Ridete ancora?
—No, aspetto, sono curiosa: l'altra stampa potrebbe far pensare. Per esempio supponete,—e la fanciulla non mutava la languida attitudine,—che in questo stesso momento il conte Alberto o il conte Enrico subissero la vostra ispirazione di un libro incognito, e salissero senza candeliere nella biblioteca. V'è da scommettere, che non trovando il libro, direbbero per rivincita di aver trovato il signor duca facendo all'amore colla signorina Ida.
Il duca aveva guardato involontariamente la porta.
—E sapete che cosa ne nascerebbe per me?