Egli fe' un gesto.

—Ebbene, signor duca,—esclamò con gaiezza,—allora aspetto: non dovete parlarmi, non avevate cominciato?

—Dicendovi che siete bella: volete che finisca?

Ella replicò con una smorfia, ma il duca, chinandosi quasi per mormorarle una parola all'orecchio, le lasciò cadere un bacio sulla fronte. La fanciulla non ebbe che un battito negli occhi.

—Ida,—egli susurrò, di già in ginocchioni presso il braccio sinistro della poltrona, alzando una mano per posargliela sulla fronte, ma si fermò. La fanciulla avea un tale fulgore negli occhi e una serenità così dura nella faccia, che pareva di marmo. Ne fremette, poi cedendo ancora alla eccitazione nervosa, le si allungò un'altra volta sino alla bocca socchiusa e vi gettò dentro la fiamma di questa parola:

—Vi amo.

Ida non si mosse.

—Vi amo, vi amo,—ripetè con un gesto, che le trasse un baleno dalle pupille.

—Voi?—rispose lentamente.

—Non mi credete?