IV.
—Me lo dici il segreto?—ricominciò Jela pigliandogliene un lembo dalle ginocchia e mostrandoglielo:—perchè questi colori? Quando te la metti?
—Forse la tua ultima notte. Non ti parrebbe ben immaginata per quella scena?—seguitò con voce sardonica.—Tu vi sei dentro nuda, più bianca di questa fodera stessa e con una commozione sul viso, alla quale il nero della veste dà quasi il tragico pallore del sacrifizio. Vedi, deve appena combaciare sul seno come nella Femme Fellah di Landelle; basta scostarla un momento, ed appari nuda nella nudità del raso, con una verginità di due candori, una morbidezza di due nudità.
—Senza camicia.
Ida alzò le spalle.
—La fai dunque per me, di raso nero foderata di raso bianco?
—No.