—Lo crederei.
—Allora?!
—L'amore è luce, ma il fosforo ha una luce fredda.
—Il fosforo non è amore.
Ma il duca, che sentiva divagare la conversazione, tornò a costringerla nella possibilità di una passione fra loro; quindi imbaldanzito della buona piega del dialogo parlò di un ricordo, di un pegno di pace; e siccome Ida senza rispondervi accennava a ritirarsi:
—Non mi lascerete baciare la vostra mano? Sarà il perdono di quell'altro bacio.
—Mi avete baciata!—esclamò con una indifferenza così perfetta, che lo ferì al cuore. Poi la fanciulla si rivolse leggiera, andò verso uno scaffale in fondo, vi si rizzò sulle punte dei piedi per leggere il nome dell'opera; ma non era quella, e dovette cercarla ancora, movendosi con una grazia così superba, che il duca stette lì lì per farle un altro complimento. Finalmente la rinvenne: era un grosso volume, vecchio; se lo mise sotto un braccio e, portando la mano più basso, a caso, sopra un altro volume, si sporse repentinamente verso il duca.
—Ecco!—esclamò:—era questo il vostro libro? George Sand, Le dernier Amour.
—Le dernier...
—Mais amour?