—Ma,—disse Jela, che stentava a comprendere.
—Sono entrato di nascosto.
—Non lo direte con alcuno?—intervenne Ida con gaio spavento.
—Che! è un segreto.
Quindi Ida si levò, venne intorno a Jela, e ridendo le chiesero perdono dello scherzo.
—Senti, se non ci perdoni, guai a te! Lo dirò a mia zia, che ti aspetta su nel salone con papà, e siccome è la donna più noiosa del mondo... Signorina,—si rivolse a Ida,—anche questo è un segreto... Ti renderà la vita impossibile. Mio Dio! ho dovuto portarla meco, ma ci aiuteremo a lasciarla sempre sola. È la mia unica parente.
—E il duca?
—È mio zio, ma lo considero come un amico. Eccolo là!—esclamò vedendolo passare pel cortile.
E corse alla finestra.
—Non parto per oggi: dov'è Ida?—chiese questi a bassa voce.