A sinistra della porta un ramerino, pieno di occhietti azzurri, era salito sulla finestra verso un bel vaso di rose bianche.

La comitiva si fermò, guardandosi maravigliati di trovare la porta chiusa.

—Che non ci voglia ricevere?—disse il duca, cominciando a divertirsi.

La marchesa strinse le ciglia.

—Favorite di bussare,—ordinò ad Enrico.

—Oh!

E la porta si aperse immantinente, e la stessa figura di donna riapparve rossa in viso come un gambero, con un'altra veste nera, a pieghe sbuffanti sulle anche, e un largo velo bianco sulle spalle. Aveva certo preparato qualche parola, che le cadde mutamente dalla bocca; quindi rimase in mezzo, incantata sulla porta, chiudendola quasi ermeticamente colla grossezza dei fianchi.

—Il signor curato?...—incominciò la marchesa.

—Si accomodino, aspettino che apro quest'altra mezza porta: sissignori, è in casa, adesso viene, se non hanno fretta.

—Grazie.