—No, oh mio Dio!

Ida le stava già sopra colla spugna inzuppata d'acqua.

—Madonna mia! mi raccomando! datemi voi un po' di forza,—gemè congiungendo le mani.

—Sì, sì, pregate.

L'acqua sgocciolò nel vano cavernoso battendone, strappandone i filamenti imputriditi, trascinandoli giù per il rossastro del seno fra un rigagnolo di marcia; ma alcuni non si spiccavano, lacerati dall'urto dell'acqua, movendosi come cespi d'erba alla foce di un fosso. L'ammalata, il labbro inferiore fra i denti, soffocava le grida del dolore.

—Conduce, conduce?—balbettò con un timido accento di speranza.

—Sì.

—È meglio, non è vero?

L'altra non rispose.