Egli fu impacciato.

—Quanto vi costano? Spero che il loro prezzo non sarà un segreto.

—Duemila lire.

Ida trovò uno de' suoi potenti sorrisi.

—Al mio villaggio conoscevo un ragazzo falegname, che un giorno per una lite col padre dovette uscire di casa, e sostituì un signore nella coscrizione. È morto nella Sila contro i briganti. Povero ragazzo! vendette per tremila franchi la sua vita!

—Signorina,—rispose il duca colla fronte ardente di rossore:—vi assicuro che questa volta avete torto. Il duca di Rivola non è nè abbastanza ricco, nè abbastanza pazzo, per voler comprare con un filo di perle un brillante più grosso del Reggente.

—Ah!—fe' rattenendo una risata a questo complimento rettorico, ma guardandolo con aria lusinghiera:—siete voi, signor duca, che avete torto. Perchè mi fate la corte a questo modo? Perchè non mi avete presentato un fiore, un libro, una perla sola? In una perla piccina può capire un mondo di ricordi o un mondo di speranze.

—Vi ho offesa?—mormorò ammaliato dalla dolcezza di quella voce.

—Offesa! ve l'ho detto un'altra volta: non mi offendo per non darvi il vantaggio di una superiorità. Offritele a Jela queste perle: ne sarà tutta contenta.

—E se vi pregassi di accettarle come un rosario, col quale preghereste per me? Prendetene una almeno.