—Ho conosciuto fino da ragazzo il conte Alberto: è sempre stato così. La povera contessa ne è morta.

—E la signorina Ida?

—La signorina Ida?—ripetè la marchesa con tono secco alla Nencia.

Il duca, l'Alidosi e Jela si voltarono.

—Favorite di dirle che aspettiamo.

—Non viene!—mormorò seco stesso il duca, seguendo col pensiero la Nencia attraverso l'appartamento della fanciulla.

La vecchia traversò con passo vivace l'anticamera, il salottino da studio, ed entrò senza bussare nell'altra camera. Aveva fretta anche per sè medesima. Ida distesa sul letto, la faccia contro il muro, non l'intese.

—Aspettano—disse, osservandola malignamente per indovinare il suo pensiero di quel momento.

Ma Ida era distesa sovra un fianco, con ambe le mani al volto, i capelli in disordine, sul letto ancora più disordinato. Le coperte erano attorcigliate colle lenzuola, la fodera di un cuscino aveva lacerato mezzo un merletto.