—Ancora, ma passerà, grazie.

—Dove va?—chiese la vecchia, stupita di quell'abbigliamento.

—Nella biblioteca.

Infatti le passò innanzi senza nemmeno guardarla. La vecchia, che già preparava una malignità, la seguì suo malgrado fremendo alla molle superbia di quel portamento da palco scenico, che pareva passare fra gli applausi ed i fiori. La vide chiudere il pesante portone della biblioteca e sparire.

—È matta,—pensò fra sè medesima, ridiscendendo nel salone, dove la conversazione stava per sciogliersi.

Ma Ida mise il catenaccio al portone, depose il lume sul tavolo e da un usciuolo, nascosto fra gli scaffali, sicura di sè medesima, si diresse al bagno di Jela.

Jela ed Enrico, che dalle loro camere potevano vedere i finestroni illuminati della biblioteca, la crederebbero là dentro.


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VI.