Egli non comprese quella semplice parola, e la guardò attonitamente.

—Vi aspetto da due ore,—ripetè con voce vellutata ma fremente, la mano sempre tesa verso la sua.

—Che cosa volete?

—Voi.

—Qui... siete pazza?

—Vi aspetto,—insistè, cacciandogli dentro gli occhi tutta la fiamma de' propri in un razzo, che lo fe' quasi retrocedere.

Il conte ebbe un brivido d'impazienza.

—Non sono due ore, sono tre mesi che aspetto.

Egli si guardò attorno cautamente, quindi abbassò ancora più la voce: