Se avvien che io dica all'attimo fuggente:
Arrestati, sei bello...,

accorgendosi che il suo attimo bello era passato e la morte le aveva buttato nel sorriso di quella visione il proprio compenso. Quindi sorpresa da un nuovo avvilimento, chiuse gli occhi e gli abbandonò la mano. Il conte, lusingato ma del pari atterrito dallo scandalo di quella scena, credette giunto il momento della ragione.

Sommessamente colla sua voce più dolce:

—Ritiratevi,—mormorò.

—Del voi?—proruppe la fanciulla, richiamata da quella sola parola al tumulto della realtà.

—Quando ci avrete pensato, capirete che ho ragione. È tardi.

—Avete dunque fretta?

Il suo silenzio l'inasprì.

—Ebbene, andate,—disse con un impeto sdegnoso di disprezzo,—che trasse un gran peso dal cuore della Nencia.

Sulle prime ella aveva quasi temuto che il conte cedesse alla capziosa ferocia di quell'assalto, e non ne perdeva nè una sillaba, nè un gesto; ma la scena era talmente bizzarra, che il suo odio stesso per la fanciulla ammutoliva. Quindi non intese Jela socchiudere maliziosamente l'uscio arretrandosi stupita nell'osservarla ginocchioni in quell'atteggiamento di una sorpresa. Era in camicia, scalza, camminando sulle punte dei piedi, un labbro fra i denti per rattenere la risata, che le sprizzava dagli occhi; ma le stava oramai sopra, che l'ultima parola di Ida la colpì. Rimase sospesa, agghiacciata, poi un respiro della Nencia l'attrasse, e piegandosele precipitosamente sulla spalla, la urtò per prendere il suo posto al buco.