—Si è coricato in questo punto.

—Introducetemi.

Il cameriere era titubante.

—Perdoni,—arrischiò,—è forse accaduto...—ma vedendo che la fanciulla si avviava già senza rispondergli:

—Il signor duca è a letto.

—Introducetemi.

—Nella camera?

Traversarono molte stanze in fretta, perchè Ida correva quasi, poi due salotti stupendamente ricchi, che ella non vide nemmeno, e il cameriere si fermò discretamente ad una porta per bussare; ma ella lo respinse con una mano, e fermandolo con un'occhiata irresistibile, aprì e se la chiuse dietro. La camera di una magnificenza principesca, lenemente illuminata, aveva un odore sottile. Rimase addossata alla porta, invisibile nello spessore del muro, rattenuta ancora da una suprema incertezza; ma la sensazione di quell'odore fu per lei la sola ben distinta. Poi si avanzò.

Il duca, già in letto, aveva alzato il capo, parendogli d'intendere rumore; quindi mise un grido.

—Voi?