Si alzò.
—Me ne vado,—disse, tendendole la mano.
Ella rimase sopra pensieri: Savelli in piedi era diventato anche più freddo. La reazione lo gelava, quantunque in fondo al cuore qualche fiamma gli tremasse ancora e un rombo di sibili gli passasse all'orecchio; ma la ragione aveva preso il sopravvento. Si accorgeva di essere sfuggito a un grande pericolo.
—Avete ragione,—mormorò Ida stringendogli la mano:—sarebbe stata una disgrazia per voi; ma però ricordatevene sempre come della mia più grande prova di affetto.
Savelli ebbe uno slancio di orgoglio, salutò volgendosi per uscire con un passo più elastico, quasi per mostrarle di non essere poi vecchio; ma sulla porta ella lo richiamò.
—Venite qui... più vicino,—disse, tendendogli la fronte,—datemi un bacio paterno.
Egli le si chinò, sorridendo amorevolmente, sulla fronte, e la baciò.
—Adesso eccovi sicuro; addio, papà.
Savelli si fermò meravigliato, indi comprese. Soffocò con una stretta il suo ultimo orgoglio, che in quell'ultimo bacio aveva voluto vedere un dispetto di donna, e partì tutto commosso. Ida era rimasta sulla poltrona; la profonda ruga verticale le apriva la fronte.
—È strano!—sussurrò,—il secondo uomo che mi rifiuta.