Ida si strinse nelle spalle con bonomia.
—Era il principe di Atella che diceva questo?
—Precisamente.
—Mio Dio! è così sciocco!
—Lo diceva con Lovito.
—Quello almeno è un bell'uomo; peccato che lo sappia troppo e si renda uggioso. Quando mi faceva quella corte spietata, aveva l'aria che io dovessi ammirarlo.
—Sei la donna più onesta della città,—proseguì il duca.
—È ancora il principe o Lovito che lo dice?
—Sono io.
—Avete ragione.