A queste parole, pronunciate meno bruscamente, il conte si rivolse.
—Badate, uno solo,—ella seguitò sorridendo.—Sì, uno per tutti e tutti per uno, la mia divisa.
Il conte vide lo zio chinarsi compostamente sulla faccia della fanciulla e stamparvi un bacio. Un sorriso di scherno gli contorse le labbra, si avvicinò al loro gruppo. Il duca gli strinse la mano.
—Ti lascio in buona compagnia,—disse, restituendogli un altro sorriso non meno ironico, e:—Sono tuo zio!—mormorò a bassa voce.
—Dubitereste?
Il duca guardò Ida, poi fissandolo sicuramente rispose:
—No.
Savelli, che si era chinato per prendere la canna, fece un ultimo inchino, la fanciulla gli strinse ancora la mano, scambiò un'occhiata languida col duca e, scuotendo mollemente la testa in segno di stanchezza, sembrò rattenerlo ancora un istante. Il duca sentì quella morbida resistenza.
—Addio, Enrico.
Questi non rispose. Si era seduto famigliarmente sul divano, dissimulando a stento il malumore.