—Buondelmonti è dunque il vostro amante?

—Forse: perchè non vi voglio, non è una buona ragione per non accettare un altro. È bello, intelligente, un nobile carattere.

Il conte era impallidito a quella confessione: per un momento vacillò. Egli aveva per Buondelmonti l'antipatia di un efebo depravato in paggio per il gigante guerriero, ma rattenuta dalla paura. Dubitò, poi l'ira del dispetto rendendolo meno guardingo, si raddrizzò con una grazia sinistra di serpente e le vibrò una occhiata di sfida. Ida per irritarlo doppiamente finse di non gli badare, quindi alzandogli gli occhi in viso con una di quelle occhiate di ammirazione compassionevole, parve dirgli:

—Povero ragazzo!

—Vendetegli un bacio!—egli ripetè con voce stridula.

—Giacchè ci tenete, lo farò.

—Mi farete vedere il prezzo.

—Sarà difficile, poichè me lo pagherà con un altro.

—Difatti, non ha altri capitali, ma ne vive bene.

Ella comprese: