—Voi dite una viltà, non vi credo.

—Se ne avessi la prova?

—Non l'avete. Siete vile come un fanciullo e calunniatore come una donna.

A queste nuove sferzate il conte s'impennò. La violenza di Ida nel difendere Buondelmonti, che egli temeva davvero il suo amante, lo accecava.

—Le donne non calunniano sempre. Potrei mostrarvi una lettera della contessa Ceri, che gli ha pagato il suo ultimo cavallo, quello stupendo morello, che gli avete visto oggi.

—Infamie di donna: Buondelmonti ha dovuto battersi ed abbandonarla, ed ella se ne vendica.

—Voi credete al carattere nobile di Buondelmonti?

—Voi siete suo amico.

—Ma non ho voluto servirgli da padrino.