—Andate, no, Enrico: andate...

Egli fe' un passo, ella più pronta si gettò al campanello e suonò.

—Domani?

—Domani.

Allora un impeto di superbia lo sconvolse: Ida era già alla porta della propria camera.

—Mai!?—le gridò dietro con un gesto grazioso ed il viso sfavillante.

Ella si rivolse sorridente, felice, diede al proprio sorriso lo splendore di un razzo, e senza rispondere disparve.

Il conte aveva vinto. Quindi per una idea subitanea, poichè il valletto tardava a comparire, volle un trofeo; si guardò attorno, corse su tutti gli oggetti per prenderne uno e riportarglielo l'indomani, ma dopo averlo conservato tutto la notte e riveduto al mattino colla gioia dei fanciulli, ai quali la vecchia ha portato il regalo per il camino. Gironzò, andò a tutti i tavoli, al camino ingombro di ninnoli, alle pareti, alle due scarabattole degli angoli, sulle quali si ammucchiavano a piramidi le bagattelle, le rarità, i capolavori senza nome; ma fra tutta quella folla bella e deforme di capricci non ne trovò uno solo col significato del momento.

Il valletto attendeva rispettosamente sulla porta.