Ma Ida, che soffocava dalla umiliazione, stentando a rattener le lagrime, accennò di ritirarsi.
—Va pur là: tanto ho bisogno di dir due parole al signor dottore;—ed appena scomparsa la ragazza:
—Faccio così, ma in fondo poi è una buona pasta. Se non era suo padre con quei maledetti libri!
Il dottore sedette famigliarmente al capezzale col fazzoletto in mano. Sembrava che aspettasse una parola favorevole e che, indovinandola di già, nella superbia della riuscita non se ne preoccupasse quasi più. L'ammalata tornò ai lamenti.
—Soffrite?
Ella non rispose, quindi:
—Ma è proprio vero, signor dottore?—me lo disse ieri sera la Ghita.
—Ne avete parlato coll'Ida?
—No; mio Dio! vi ringrazio, perchè è proprio una fortuna;—e seguitò perdendosi in tali effusioni, che finirono per sconcertare anche lui, all'apparenza non molto sensibile. Ma l'ammalata parlava sempre con voce più affaticata, così che egli dovette ordinarle di tacere.