—A rivederci, conte, grazie. Siete gentile quanto bello! Jela vi aspetterà.

—Rammentatele il mio invito per domenica. Povera piccina!—intervenne il duca.

—Non dubitate.

—Arrivederci, conte.

Quando fu uscito, Ida sempre colla testa sulla spalla del duca, rimase pensierosa; una tristezza le si stese sulla fronte, mentre gli occhi le si irrigidivano e la ruga verticale della fronte le si contraeva.

—A che cosa pensi?—le chiese il duca dopo qualche momento.

—Ad Enrico.

—È innamorato di te. Povero ragazzo!

—Povero ragazzo!—ripetè lentamente.