Chi mai glielo aveva detto? Come aveva ella potuto sapere?... Perchè conosceva quella lettera? Egli non ne rinveniva: ma questa idea mostruosa gli si ingigantiva davanti, sulla veste bianca di quella donna, colla facilità di un'ombra e la immobilità di un fantasma. Eppure Ida l'aveva letta, e forse la possedeva. La realtà di questa impossibilità gli schiacciava la coscienza, annebbiandogli la ragione; non ardiva più nulla. La sua grossa faccia marziale esprimeva un'inazione di fantoccio, uno sbalordimento di soggezione, reso disgustoso dalla paura.
Ella levò ancora il viso, una lagrima sembrava brillarle sugli occhi.
—È stata una triste idea questa visita!—disse, rialzandolo dallo sgabello con un'occhiata di congedo e un suono lontano di malinconia nella voce.
Egli abbassò il capo.
—Addio, signore;—poi, come le parole le sfuggissero:—tutto è finito.
L'altro si scosse.
—Mi scacciate?...—mormorò umilmente, credendo di afferrare nella tristezza di quella frase una tavola di salvamento.
—Allora non vi avrei ricevuto: vi abbandono, signore. Una donna può scendere sempre... Forse questa teorica vi parrà ridicola in bocca mia,—seguitò con amaro sorriso:—non importa, una donna può essere venduta e pagata, poichè coloro, che la pagheranno, non la possederanno certamente. Vi è un angolo, una camera in fondo al cuore, nella quale bisogna essere amati per esservi ricevuti; la donna non è che lì dentro, il resto esteriorità, apparenza! Un uomo no.
—Ma siete ben sicura?...
—Non vi provate ad ingannarmi, signore; dovreste aver capito che è inutile. A voi non resta che una sola forza, il cinismo, per essere ancora un uomo. Io non userò contro di voi la mia arma; potrei mandare quella lettera al conte Ceri, e voi sareste perduto anche allora che aveste il coraggio di suicidarvi. Non lo farò.