Il capitano ebbe un respiro.
—Non mi ringraziate; sono io che vi ringrazio. Facendovi pagare,—ed ella sembrava sillabargli queste parole sulla faccia,—mi avete salvata da un grande pericolo. Vi avrei forse amato, ed amando un uomo più vile di me, avrei perduto l'ultima forza del mio carattere, l'ultima fede del mio cuore. Ma badate, il pericolo non è assolutamente scongiurato per voi: la persona, che involò la prima copia di quella lettera...
—Ah! vi è dunque qualcuno...!—gridò Buondelmonti con uno scoppio d'ira, sentendosi quasi libero in faccia a questo nuovo pericolo, che faceva una diversione nel loro dialogo chiamandovi un terzo, sul quale ruinare l'oppressione, di cui Ida lo soffocava.
Ella aspettò un istante.
—Ditemelo: dev'essere un vile.
—Oh! il giudizio potrebb'essere avventato.
Il capitano comprese l'allusione insolente, ma non piegò il capo. Quantunque ancora agitato, il suo occhio aveva ripresa la solita arditezza di bravata. Si raccolse, poi, mutando ad un tratto espressione e guardandola in faccia, quasi avesse penetrato il suo disegno:
—Voi odiate quell'uomo; dunque mi direte il suo nome.
—Forse.
—Siete ben sicura, che non abbia parlato con altri?