—Sicura.

—Oh!—esclamò, raddrizzandosi con orgoglio e quasi splendido nella prepotenza della propria forza:—avrà parlato per l'ultima volta.

Era ancora in piedi nello stesso atteggiamento, ma la facilità, colla quale s'intendevano, li abbassava allo stesso livello. Ida lo sentì troppo tardi. Allora una dimestichezza subitanea li strinse; Buondelmonti interrogava, ella rispondeva, a parole rapide, scontrandosi con occhiate di complicità. Ida immobile, cogli occhi ardenti, egli fremendo, trovando ancora qualche sorriso, qualche posa elegante, spiandola cautamente per non cadere in un agguato, e preparando già tutto un piano di guerra.

—E la lettera l'avete presso di voi?—le chiese ad un tratto.

—Sì.

Il capitano titubò.

—L'abbrucerò... dopo.

Questa parola li gelò. Ida si sentiva trascinata ed aveva paura, trovandosi finalmente in una delle situazioni tragiche tanto sognate nell'esilio dal mondo del suo odio e dei suoi desiderii. Ma improvvisamente un impeto di superbia la sollevò; Buondelmonti non era più nulla, lo sdegno realmente provato nel rinfacciargli la sua prostituzione era svanito per dar luogo ad un benessere feroce, nel quale il delitto si perdeva in una lirica astrazione, non conservando più che la fatalità della propria forza e uno splendore di eroismo. Quindi ella si alzava nella sua contemplazione come sopra un nembo freddo, all'altezza dell'areonauta, coll'occhio sbarrato dell'aquila e la limpida insensibilità di una stella.

Buondelmonti se ne accorse egli pure, ma, troppo preoccupato di sè stesso e troppo poco intelligente per comprendere certi fenomeni, attribuì ad un ritorno di debolezza la fissazione come spaventata del suo volto. Allora temette per il nome dell'incognito, il quale poteva perderlo con una sola parola, dinanzi alla paura supposta di quella donna, per lui non meno incognita che inesplicabile. Chi era colui? come aveva sorpreso quella lettera? Perchè l'aveva mostrata, data a Ida, una mantenuta? Qual dramma veniva a mischiarsi nella sua commedia, gaia, depravata, alla Molière, gettando lo scompiglio del terrore nel disordine allegro di un imbroglio? Il suo pensiero era corso per un momento al duca, ma deviandone tosto: non era possibile.

—Il suo nome?—ridomandò.